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IL VINO, LA POESIA DELLA TERRA

“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,

si gusta, si sorseggia e… se ne parla.”

-Edoardo VII-

Primitivo, come la terra che lo sfama.

Primitivo, come le mani callose di chi lo coltiva con passione.

Primitivo, come la sua crescita precoce e primigenia.

Primitivo, come le emozioni che risveglia nel ventre di chi lo assapora col cuore.

Primitivo, stendardo della viticoltura pugliese, non è solo un nome, ma è un marchio simbolo di un carattere forte, legato alla terra natia con solide radici.

Molto diffuso nella terra di Bari, il Primitivo è un vitigno rosso italiano che a partire da Gioia del Colle, dove ha origine, spande il suo profumo inconfondibile giungendo anche ad Acquaviva, dove spiccano due produttori di eccellenza: Nicola Chiaromonte e Filippo Cassano. Il primo, gestisce l’azienda più antica del territorio, producendo pregiati vini di marchio DOC sin dal 1826. Il secondo, nel 2003 ha avviato un progetto ambizioso, teso alla valorizzazione del primitivo e di altri vitigni autoctoni: i vini Polvanera, il cui nome deriva dal caratteristico colore scuro dei terreni in cui vengono prodotti. Questi vini sono conservati all’interno di una suggestiva cantina che potrete visitare grazie alle numerose visite con aperitivo, degustazione di vini e prodotti locali, organizzate dallo IAT (Ufficio Informazione & Accoglienza Turistica) di Acquaviva.

 

Per i più appassionati sarà interessante sapere che il vino primitivo si sposa molto bene con pietanze di carne, soprattutto alla brace, il cui connubio ne esalta i sapori e il gusto, ma anche con prodotti della terra, come la cipolla rossa di Acquaviva, fiore all’occhiello dell’enogastronomia territoriale, nonché presidio Slow Food.

 

E dove non è vino non è amore;
né alcun altro diletto hanno i mortali.

-Euripide-

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