Sviluppo urbano

XI secolo

Costruzione dell’originaria fortificazione per mano dei  primi feudatari normanni. Il castello, oggi palazzo De Mari, fa parte del programma di fortificazione che i Normanni attuarono alla fine dell’XI secolo, di cui fanno parte anche i castelli di Bari, Bitritto, Sannicandro, Conversano e Gioia del Colle.

Il nucleo abitato parte principalmente dalla costruzione di alcune chiese di piccole dimensioni, come San Angelo. Il borgo era chiuso entro il perimetro rappresentato dalle attuali via Francesco Pepe (strada dello hostero),  via Supriani, extramurale Molignani).

XII secolo

Successivamente, con il conseguente aumento della popolazione vengono costruite le mura  difensive del borgo (attribuite al conte Cornulo), per far fronte agli attacchi esterni. Si tratta di mura più o meno spesse che testimoniano il periodo ancora legato agli schemi medievali

È in questo secolo che viene edificata l’antica chiesa di San Eustachio, per donazioni del duca Roberto Gurguglione. Esiste una sola Chiesa, edificata dal barone normanno per il suo uso personale, e per il culto tra i soldati del castello. 

Interessanti documenti dell’archivio del Capitolo della Cattedrale di Acquaviva affermano che: “…Ecclesiam sancti Petri que est in castellum Aquevive, cum cimiterio, decimis, oblationis, et omnibus pertinentiis suis.” Il passo citato attesta la presenza in Acquaviva del solo castello, con nelle vicinanze la chiesa di S. Pietro (di cui non c’è traccia), all’interno il cimitero, e tutte le pertinenze. Il castellum o la rocca, era una fortificazione isolata, a carattere specificatamente militare, a differenza del castrum, insediamento fortificato o castello circondato da abitazioni, da una cinta muraria e da aree di intensa colonizzazione agricola.

XIII secolo

Nel secolo XIII vi è un ampliamento del castello in età federiaciana, e regolarizzazione del recinto. 

“…Igitur nos Nicolaus de Fontanellis dominator castelli Aquevive considerantes quanta bona fecit nobis omnipotens dominiis … donamus et concedimus ecclesie sancti Herasmi in manu dompni Nicolai venerabilis Abbatis ipsius monasterii et successorum eius domum que fui Petracce de Grimula foris in burgo huius prefati castelli cum ortichello retro se et omnes terras eiusdem Petracce ubicumque sunt. […] et petiam terre retro ecclesiam sancti Petri de qua eadem ecclesia habet instrumentum suum et terras que fuerunt sire Umfredi…”

In questo documento di donazione si fa riferimento alle terre al di là del castello e a quelle oltre la suddetta chiesa di S. Pietro. 

E grazie ad un passo tratto sempre dall’archivio del Capitolo della Cattedrale di Acquaviva citano“… confirmantes eidem dompno Umfredo et successoribus suis possessiones ipsas cum villanis. quas et quos ad presbiteraum Aquevive spectare invenimus et cum archipresbiteratu ipso conferri. ita quod ipsi eas habeant et teneant in futurum. … possessiones vero sunt hec et finibus designate videlicet domus una. que dicitur sancti Eustasii que est ante portam ecclesie ipsius Sancti Eustasii. item domus alia convicina eidem domui que est ante portam ipsius ecclesie cum palatiolo prope ipsam et siqui alii sunt confines …“

Primo riferimento alla chiesa di S. Eustachio, costruita nel sito oggi occupato dalla cattedrale. Riferendosi ad una casa costruita “davanti” alla porta della chiesa, capiamo bene che l’asse doveva essere rivolto verso ponente, perché a levante c’era il castello. Tutte le vie della «civita» terminano nella piazza cittadina, occupata poi per buona parte dalla cripta e dal coro della cattedrale, e hanno di fronte la facciata del tempio cristiano, che all’epoca aveva l’abside a oriente. 

Tra il 1300-1500 con la dominazione Aragonese vi è un sostanziale cambiamento dell’aspetto del Castello, che ne cambiano anche la funzione, da castello a dimora signorile. 

XIV secolo   

Il Clima comunale che si respira in tutta Italia fa eco anche nel Meridione, anche se con modalità diverse e realtà ancora molto legate ai principi; questo documento, tratto sempre dall’importante fonte presente nell’archivio della Cattedrale, attesta l’esistenza di mura, di una piazza, di case a ridosso delle mura ed in un sobborgo:

… casile unum infra menia Aquevive iuxta domum dompni Angeli de Murmurico… videlicet domus una diruta in platea Aquevive iuxta domum quondam dompni Iaquinti, domus una diruta iuxta muros Aquevive et iuxta domum Margarite de Bertaldo, domus una diruta in suburbio Aquevive iuxta domum dotalem Maraldi de Symeone …”

XV secolo

Nel 1400 vi è una sostanziale apertura dell’abitato verso l’esterno come testimoniano la costruzione delle varie porte cittadine: San Pietro e San Andrea, oltre all’edificazione di nuove chiese (come ad esempio San Rocco) e palazzo Vitali (rifondazione).

La posizione della chiesa di S. Eustachio tra il castello, le abitazioni dei soldati –zona poi chiamata “civita” abitata dagli ebrei- e l’accampamento dei soldati –poi palazzo arcipresbiterale-, ed è l’unica chiesa del castello, come testimonia un passo del libro “Il conte normanno Roberto Gurguglione e la pretesa origine della Chiesa Palatina di Acquaviva delle Fonti” dello storico Antonio Lucarelli: “…Quae Ecclesia sita est intra Castellum habitationis militum, hodie dicta Civitas habitata a Iudaeis, et Hospitale militum nunc Palatium Archipresbyteratus, et est fundata a Roberto Gurguglione Normanno, ut habetur in monumento existente in ipsa Ecclesia es est unica Ecclesia dicti Castelli… 

XVI secolo

Nel corso del 1500 vi è l’edificazione di alcuni importanti palazzi cittadini Melosci e palazzo Coriolano, sintomo di ricchezza di alcune illustri famiglie nel nucleo cittadino.

Parallamente vi è un incremento demografico che sancisce la costruzione di chiese e monasteri sparsi in tutto il centro storico (Maria Santissima addolorata e il monastero di San benedetto)

È in questo secolo che vi è l’abbattimento della chiesa di S. Eustachio e la costruzione della nuova Chiesa cattedrale. Viene orientata la facciata principale a levante, in quanto si era spostato l’epicentro della città, ed il castello di aveva subito una nuova sistemazione. 

XVII secolo

È il secolo del cambiamento ad Acquaviva. La Famiglia De Mari (1664-1806) prende il potere e il castello diventa Palazzo principesco ed acquista particolari importanti, come il loggiato con la scalinata, ossia come è attualmente.

La costruzione di palazzo Luciano e la ricostruzione del convento di San Agostino, con l’edificazione della torre dell’Orologio che domina l’attuale Piazza Dei Martiri sono segni di progresso e civiltà, in cui Acquaviva è ormai una cittadina sviluppata e al centro di scambi commerciali con i paesi limitrofi.

Il palazzo vescovile addossata alla cattedrale, voluta da Monsignor Falconi (1853-1858)è un chiaro segnale che Acquaviva è un paese anche sede del potere ecclesiastico.

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